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il PDP

Il PDP, è l’acronimo di PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO e si tratta di un documento che garantisce all’alunno l’opportunità di una didattica il più possibile funzionale al suo modo di apprendere, un buon PDP deriva dunque da una buona comunicazione tra specialisti, scuola e famiglia.

Piano: perchè prevede la predisposizione di un programma, un progetto, un insieme di strategie condivise.
Didattico: perchè il suo scopo è quello di favorire la didattica ovvero

  • migliorare l’efficienza dell’apprendimento dell’allievo
  • migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’insegnamento del docente

Personalizzato: deve essere funzionale a individuare le metodologie, gli strumenti e le strategie più adeguate per il singolo alunno.

 

Il PDP è:

  • Un documento che spiega quali sono i punti di forza dell’alunno sui quali fare leva
  • Un’occasione per stabilire un patto tra scuola e famiglia
  • Un’opportunità per l’intera classe di approfondire nuove metodologie didattiche

Il PDP non è:

  • Un elenco delle cose che l’alunno non sa fare
  • La sintesi della valutazione diagnostica
  • Una griglia di valutazione
  • Fisso e immutabile

CHI E QUANDO SI REDIGE ?

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LA REDAZIONE DEL PDP PREVEDE

Una fase d’incontro fra docenti, famiglia e specialisti, nel rispetto dei reciproci ruoli e competenze;
Deve essere consegnata entro il primo trimestre dell’anno scolastico per gli alunni con diagnosi già agli atti;
Su richiesta della famiglia in possesso di segnalazione specialistica.

COME SI COMPILA ?

1. Si deve essere in possesso della segnalazione specialistica;
2. Incontro di presentazione tra: il coordinatore della classe, la famiglia dello studente, il Dirigente Scolastico e/o il referente DSA per la raccolta delle informazioni. (verbalizzazione da parte del coordinatore);
3. Accordo tra i docenti per la sua predisposizione e per la distribuzione della modulistica da compilare (ad es. nel C.d.C. di ottobre);
4. Stesura finale e sottoscrizione del documento da parte dei docenti e dei genitori dello studente. (successivo C.d.C. di novembre).
Il PDP deve essere verificato due o più volte l’anno a cura del gruppo docenti o del Consiglio di Classe (per es. In sede di scrutini).

COME VIENE REDATTO?

La relazione deve contenere:

  • Dati relativi all’alunno
  • Descrizione del funzionamento delle abilità strumentali
  • Caratteristiche del processo di apprendimento
  • Strategie per lo studio, strumenti utilizzati
  • Individuazione di obiettivi disciplinari
  • Strategie metodologiche e didattiche adottate
  • Strumenti compensativi
  • Criteri  e modalità di verifica e valutazione
  • Assegnazione dei compiti a casa e rapporto con la famiglia.(comitato scuola AID,2010)

La stesura di un PDP richiede non solo di identificare strategie e strumenti ma anche di prendere coscienza di come il bambino/ragazzo vive il disturbo che può determinare o meno l’accettazione degli strumenti messi a disposizione.
Inoltre è importante considerare la volontà dell’alunno di comunicarlo o meno alla classe.

Molti insegnanti chiedono spesso come relazionarsi rispetto alla classe che vede un compagno “privilegiato” nell’utilizzo di alcuni accorgimenti. Questo è un nodo difficile da sciogliere poichè non esiste una regola generale valida per tutti, ma dipende dalla situazione oltre che dalle caratteristiche personali di ogni singolo allievo con DSA.

In linea generale una didattica inclusiva dovrebbe preparare il terreno migliore per l’integrazione degli alunni con diversi stili di apprendimento che abbiano a meno un DSA.

Una diagnosi precoce e un buon percorso riabilitativo per essere veramente efficaci devono accompagnarsi ad un percorso scolastico positivo.  A scuola dunque cooperazione, diversità e inclusione devono diventare parole chiave per disegnare quella mappa concettuale in cui al centro si ponga veramente il benessere dei ragazzi.

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